Ancora respiro.

Mi manca l’aria.

Quando ci manca l’aria? Quando stiamo sotto sforzo, abbiamo un peso sul petto, proviamo una forte emozione o semplicemente soffriamo d’asma…

E tanto tempo che fatico a respirare… un peso sul petto, sotto sforzo, un groviglio di emozioni negative.

Oggi per la prima volta non so nemmeno io il perché mi sembra di respirare.

Che l’ultima mazzata abbia finalmente dato al mio cuore sgangherato l’impulso di cambiare il suo altalenante ritmo?

Alla mia contorta mente la forza di voltare pagina?

Non so ma oggi respiro e il cuore è meno pesante, pressante, ridondante.

Mi basta questo e con ciò io e il mio sgangherato cuore vi auguriamo una buona notte.

“E poi ti accorgi che tutto quello in cui hai creduto non esiste. ti redi conto di aver proiettato tutto te stesso e tutto il tuo amore in un vuoto cosmico. E quando te ne rendi conto fa un male boia. E come innaffiare fiori che non puoi vedere. E come ballare una musica che non puoi sentire. Ti urla dentro un dolore sordo. Ma poi la furia si placa, lentamente e lascia sparsi in giro detriti di cuore. E arriva la pace.”

Tum Tum Tum

2017-09-20 16.04.50Il passato è alle spalle…tu sei alle mie spalle.

Ti guardo andare via, ti sento andare via… non mi muovo, non ti fermo…il cuore sussulta, fa male, male da morire.                   Povero cuore… potrebbe andare in frantumi ma, niente.

TUM…TUM…TUM… sono viva.

Ti penserò; spesso, all’inizio… una tua foto, il suono della tua voce, la tua risata saranno sempre un colpo al cuore…impossibile negarlo, impossibile ignorarlo.

Ma, te lo prometto. Ogni giorno andrà sempre meglio, sarai sempre un battito più lontano dal mio cuore…non lo lascerai mai lo so, va bene così.

Adesso guardo avanti… vado avanti…                                                                                   incontro al mio futuro, incontro a nuove possibilità.

Incontro ad una storia ancora tutta da scrivere, ad una vita da vivere, ad un sogno da realizzare.

 

non è amore, non è odio, è un ricordo che vive in me.

Sei in ritardo.

Odio le persone che arrivano in ritardo, odio te che arrivi in ritardo e mi lasci qui come una stupida, vestita, truccata in attesa di te…

Da lontano ti vedo arrivare, impossibile non notarti ma quanto sei alto? Non mi vedi… Troppo impegnato a mandarmi un audio con quel maledetto affare che tu chiami telefono.

Io voglio parlare con te, non ascoltare un audio, voglio vederti, non voglio fotografie, voglio sapere quello che fai o provi e non visualizzare storie in instagram.

Mi vedi e sorridendo ti avvicini, mi fai quasi tenerezza, sembri imbarazzato.

E passato del tempo dall’ultima volta.

Vorrei abbracciarti, toccarti, non ce la faccio; non ancora…dal mio metro e sessanta alzo lo sguardo per cercare il tuo, sorrido.

Un sorriso vero, un sorriso raro, un sorriso ormai spento.

 

Ho odiato e amato il nostro ultimo incontro, mille altre volte lo ripeterei.

Nessun rimpianto, nessun rimorso solo la tua mancanza ed una velata malinconia per ciò che poteva essere e non è stato.

Vorrei odiarti perché mi hai ferito più profondamente di quanto tu possa pensare, più profondamente, di quanto io sia disposta ad ammettere perfino con me stessa ma non posso.

Non posso odiare te più di quanto io non possa odiare me stessa, ciò che mi hai fatto provare, la persona che mi hai fatta diventare.

Non è amore, non è odio è un ricordo che vive in me.