Cosa posso fare?

Mi trovo su un precipizio altissimo… ho le vertigini, la nausea, male allo stomaco, crampi e una tale paura che mi fa attorcigliare le budella e tremare le gambe.

Sto davvero malissimo e non so come fare perché non posso piangere ( non riesco) e decisamente non posso crollare visto che è in questi giorni che il mio futuro lavorativo si sta concretizzando.

Come vorrei saltare quel precipizio… un attimo di coraggio, pura follia e poi il vuoto… silenzio, pace, forse…la fine di ogni dolore.

Io ci sto provando lo giuro…! Ogni giorno mi alzo armata di buoni propositi, faccio del mio meglio per essere all’altezza di ciò che gli altri si aspettano da me, mi rendo carina e cerco di essere sempre educata, gentile con tutti ma tutto questo a cosa porta? Tutto questo a cosa mi ha portato se non a continue delusioni, rifiuti, mancanze, sofferenza, cuore spezzato e solitudine?

Una storia di mesi travagliata, difficile nella quale sono sempre e solo stata usata e dove i miei sentimenti sono stati dapprima ignorati e poi snobbati senza tante riserve…

Poi… la luce… un salvagente provvidenziale… un spiraglio di speranza e pura felicità! Svanita…in uno schiocco di dita, da un momento con l’altro e senza rispetto, senza giustificazione, motivazione alcuna…tante parole, tante illusioni… tutto svanito.

umiliazione – rifiuto – inadeguatezza tutto condito con gelo indifferenza e incoerenza.

Ho paura, sono terrorizzata. Ho paura di essere io il problema, ho paura di essere sola, ho paura e sto davvero ma davvero male.

Tra le altre cose domani parto per un viaggio di lavoro di due settimane a Verona… sola in ogni senso…lontana da tutto…

che cosa devo fare? cosa posso fare?

 

 

“Un giorno, tre autunni.”

LA FRASE DEL GIORNO!!!!

NON POTEVO MOSTRARE QUELLO CHE AVEVO DENTRO.

QUESTO MI FACEVA INCAZZARE E MI TOGLIEVA IL SONNO, MI RENDEVA NEVROTICA.

Cit. da un grande capolavoro…Il rumore dei tuoi passi.

 

Questa mattina ho letto una frase che mi ha accompagnato per tutta la giornata.

” UN GIORNO TRE AUTUNNI”

Si tratta di un proverbio cinese usato quando ti manca qualcuno così tanto che un giorno pesa come fossero tre anni.

Oggi è stata per me una giornata importante, il primo giorno di un nuovo lavoro…diventerò Ottica.

Dovrei essere contenta, emozionata, entusiasta e lo sono… sono anche un’anima tormentata.

Ho intravisto la felicità dal buco della serratura…ma come al solito…

 

Ho il terrore di aver perduto la mia occasione di felicità, di averla vista volare via proprio sotto il mio naso e di non aver potuto fare nulla, di non poter fare nulla per evitarlo.

Ma la cosa più frustrante è l’incertezza, l’attesa di un confronto che per forza di cose ora non posso avere ( ancora 5 giorni) e così, vivo le mie giornate ma con un costante pensiero nella mia testa, una costante corrosione (si, questa è veramente la parola più adatta) del mio povero stomaco e della mia anima.

Un pochino melodrammatica? Forse, ma credetemi… se il ragazzo che state frequentando e inizia a piacervi…veramente… se ne va dieci giorni in spagna e per dieci giorni non vi invia nemmeno un messaggio…lo sareste anche voi…!

Cavolo!

verità e bolle di sapone

La più grande forma di

coraggio è la sincerità

spaventa sempre tutti

La sincerità è un po’ come una bolla si sapone… bella, perfetta, FRAGILE , potenzialmente pericolosa…

Tutti dicono di volerla, la pretendono…poi, quando la ottengono, spariscono.

Le persone vere fanno paura, inutile negarlo… rischiano di rimanere sole MA… come si fa a fingere o nascondere un’emozione? Io non sono in grado di farlo.

E va bene così… come dice sempre la mia amica silvia… Prendi e porta a casa… 😉

Essere un riccio…

In una fredda giornata d’inverno un gruppo di porcospini si rifugia in una grotta e per proteggersi dal freddo si stringono vicini.

Ben presto però sentono le spine reciproche e il dolore li costringe ad allontanarsi l’uno dall’altro.

Quando poi il bisogno di riscaldarsi li porta di nuovo ad avvicinarsi si pungono di nuovo.

Ripetono più volte questi tentativi , sballottati avanti e indietro da due mali, finché non trovano quella moderata distanza reciproca che rappresenta la migliore posizione, quella giusta distanza che consente loro di scaldarsi e nello stesso tempo di non farsi male reciprocamente.

Shopenhauer 

La breve favola scritta sopra ci aiuta a comprendere il significato del temine Empatia;

per me, rappresenta molto di più.

In primo luogo la mia naturale difficoltà nel riuscire “a ritrarre i miei aculei”, trovare un giusto equilibrio tra fiducia e diffidenza nei confronti del mio prossimo riuscendo allo stesso tempo ad accettare e superare quella altrui.

Non sono una persona che si svela facilmente,che si racconta, costruisce relazioni significative in breve tempo o si concede di dare troppa fiducia alle persone, scrivere questo blog oltre ai motivi già descritti in precedenza è un modo per andare oltre ad alcuni dei miei limiti.

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… Un giorno tempo fa un’amica scherzando mi chiese :< Se tu fossi un animale, quale ti rappresenterebbe di più?>

Al momento la domanda mi fece sorridere e non seppi nemmeno darle una risposta seria ma poi, tornai a rifletterci… probabilmente lei intendeva in base alla mia personalità e su ciò che conosciamo sul mondo animale con quale mi sarei maggiormente identificata… ebbene, dopo una lunga ed attenta riflessione ecco il Riccio, questo piccolo animaletto tanto tenero e carino ma anche pronto a chiudersi in se stesso e pronto a difendersi in caso di necessità; sono proprio io.

Da questa consapevolezza  è sfociata in me una vera e propria passione nei confronti di questo piccolo animaletto…

E voi? in quale animale vi identifichereste?

Un bacio!

Roberta

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Chi vuole una fetta di torta al cioccolato? 

 

Autunno, una nuova stagione.

22 settembre 2016: Autunno!!

Autunno ricco di promesse, colmo di novità,  nuovi ostacoli, antiche paure, nuove emozioni… 

Ha inizio una nuova stagione…!

Voglio un autunno rosso come l’amore, giallo come il sole ancora caldo nel cielo,   arancione come i tramonti accesi al finire del giorno , porpora come i granelli d’uva da sgranocchiare.

Voglio un Autunno da scoprire, vivere, assaggiare.

Sthephen   Littleword