Niente

Cosa stai facendo? Niente. (bah)

A cosa stai pensando ? A niente. (impossibile)

Cosa puoi fare? Niente. (punti di vista…sempre)

Cosa ti andrebbe di fare? Niente. (sicura?)

Niente, che termine orribile! Che sensazione opprimente !!

La sensazione del “niente” quel fastidioso, subdolo malessere che ti coglie di sorpresa, ti serpeggia lungo il collo, sulle spalle, lungo la colonna vertebrale e lì, proprio lì, prende coraggio…si scompone e se ne va all’avventura… esplora e conquista nuova territori. Occhi, orecchie, bocca, gambe, braccia, CERVELLO, CUORE e rende inerti, paralizzati…APATICI.

Fa paura il niente signori… quando si perde la voglia, l’interesse, la volontà…quando la resa si avvicina e la speranza si allontana…quando la stanchezza e la delusione prendono il sopravvento.

Quando si inizia davvero ad essere stanchi di sperare e lottare per cose che non solo sembrano sempre più irraggiungibili ma forse nemmeno esistono….quando pensieri sepolti in fondo al cuore riemergono dalle tenebre e vecchie insicurezze ballano con loro, il NIENTE ARRIVA SIGNORI.

4/4/2021

In questo periodo così difficile per tutti non sempre è facile trovare qualcosa per cui essere felici, orgogliosi o soddisfatti. Le difficoltà sono tante e la stanchezza…almeno parlo per me si fa sentire. Andare avanti è imperativo. Come? In ogni modo. Il mio è prendermi cura di me stessa e spalancare gli occhi di fronte alla meraviglia che mi circonda.

Tanti auguri di buona Pasqua.

Roby

Specchio

Ti fermi mai a guardarti allo specchio? Senza trucco, senza filtri senza inganno senza fretta e senza vanità.Ci sei solo tu e il tuo riflesso. Quello che sei esattamente in quell’istante. Lo sai chi sei? Lo sai quello che vuoi? Lo sai quello che ti è capitato? Chi sei diventata?I tuoi pregi, i tuoi difetti, tu. Ti piace quello che vedi? Quanto può reggere il tuo sguardo? Sei fiera di te? Guardati e rifletti. Domani è un altro giorno.

12 Settembre

Il 12 settembre 2020 ho giurato a me stessa che sarebbe stata l’ultima volta.

Mentre mi mordevo forte il braccio per cercare inutilmente di tirare fuori un po’ di quel dolore e rabbia che mi stavano lacerando o quantomeno sentire, vedere una ferita che potevo gestire o controllare giuravo a me stessa che sarebbe stata l’utilma volta e mentre lo facevo travolta da paura, rabbia, angoscia mi preoccupavo per te.

Quante volte mi ero gia fatta questa promessa e quante volte l’alvevo già infranta solo io posso saperlo…tu potresti solo immaginarlo.

La verità è che tu non smetterai mai di ferirmi…mai.

Il tuo ricordo è una pugnalata. Il mio amore, la mia debolezza, la tua indifferenza, i miei errori.

Il passato ci rende ciò che siamo.

Come si può amare qualcuno se non si ama se stessi? Ci si perde.

Chi sono oggi?  Non quello che vuoi, non quello che io voglio… fragile, incompleta ma libera di essere.