51 giorni

Cinquantunesimo giorno di quarantena.

I jeans si chiudono ancora…! Miracolo! Il discorso bilancia però è leggermente diverso… Quella brutta traditrice di essere gentile o comprensiva proprio non ne vuole sapere e senza fronzoli con la sua abbagliante luce verde mostra la realtà.

E dura ragazzi…è sinceramente innegabilmente dura perché la vita che conoscevamo è completamente totalmente andata a rotoli spazzata via da un subdolo nemico invisibile. Terribile, inafferrabile, quasi apparentemente inarrestabile, feroce oltre ogni immaginazione.

Ci siamo nascosti, ci siamo barricati nelle nostre case ringraziando la buona sorte di avere una casa.

Abbiamo affrontato situazioni, momenti, perdite dolori che mai avremmo immaginato eppure siamo qua.

Giorno dopo giorno piccoli rituali, piccoli,minuscoli, insignificanti frammenti di normalità che ci permettono di sperare e andare avanti! pronti a ricominciare! Pronti a lottare! pronti a convivere con il mostro…pronti ad avere nuovi obbiettivi. La bilancia non è una bilancia! La bilancia è sì il desiderio di godermi la vita ma soprattutto quello di tornare in palestra il prima possibile! Andare a farmi lunghe passeggiate nel bosco, correre con Vasco nelle orecchie!

Tutto questo è profumo di normalità ed è con questo profumo che questa sera mi voglio addormentare.

Forza Bergamo sempre.

Panna cotta alle fragole.

Perdonerete l’estetica del piatto poco decorosa ma posso garantire sull’ottima qualità.

( Mm la Panna cotta non aiuta con la bilancia ma sicuramente fa parte dei piccoli piaceri della vita che soprattutto oggi proprio non si possono evitare.)

Consapevole realtà dell’essere me stessa.

Io credo di avere un problema. Credo sia fortemente legato alla mia infanzia, adolescenza…rapporti con la famiglia e relazioni in senso più generale. Sono una persona fragile, insicura e in un certo senso ancora troppo legata e sottomessa a quella che è la mia famiglia o forse per la visione che loro hanno della vita molto rigida, impostata, schematica e rigorosa che poi dovrebbe essere la mia eppure… non è così. Sono una brava persona. Non ho mai fatto niente di male nella mia vita. Mi accusano di essere troppo buona e spesso volentieri di farmi mettere i piedi in testa eppure sono certa che per i loro standard se mi conoscessero per ció che sono oggi, se sapessero ciò che penso, ciò che ho vissuto, ciò che vorrei, cosa provo si vergognerebbero di me o forse nemmeno ci crederebbero. Non ci sono parole per dire quanto questo mi faccia soffrire ogni singolo giorno.

Sono stata accusata di essere stata in qualche modo ossessionata (forse è così) o traviata dal mio ex ragazzo(per loro é il mostro che ha trasformato la loro bambina).

Sono passati quasi due anni ma non l’ho mai dimenticato e non c’è giorno che il suo pensiero non mi torturi anche solo un po’.

Lui con tutti i suoi casini, problemi, insicurezze è stato per me un uragano.

Sapevo che era sbagliato. Sapevo che tutto era un gran casino! Tempi, modi, situazioni e sapevo di rischiare ogni cosa ma LUI mi ha portato in un mondo nuovo.

Mi ha portato alla vita… mi ha portato cose negative sì ma tutto sommato forse mi ha fatto più bene che male.

Ho scoperto una vita che non conoscevo e non parlo purtroppo di amore e tenerezza… di quella parte ne ho vissuta davvero poca parlo piuttosto di senso di libertà…libertà nel lasciarsi andare, libertà di trasgredire nelle piccole cose, libertà di essere me stessa senza filtri, senza dover per forza rientrare negli schemi della brava ragazza tutta famiglia e lavoro! Libertà di osare, possibilità di amare forte, senza limiti, regole o falsi pudori.

Tutto questo mi manca in un modo che difficilmente riesco ad esprimere e ad essere del tutto onesta è la prima volta che trovo la forza per ammetterlo perfino con me stessa.

Quando tra noi è finita io sono tornata a casa perché non avevo e purtroppo nonostante il mio lavoro non ho mezzi sufficienti per potermi permettere di vivere sola e giuro ancora una volta non trovo le parole per spiegare quanto sia dura.

Amo i mie genitori ma dopo aver provato un determinato tipo di vita giusto, sbagliato, in ogni modo completamente diverso da quello che avevo…tornare a casa è stato, è un’agonia.

Un continuo giudizio, rimprovero, disappunto e incomprensione.

Forse il pensiero del mio ex è un’ossessione ed è sbagliata, fuori luogo, nociva, logorante.

Mi ha portato a tantissima sofferenza. Purtroppo non si è comportato nel migliore dei modi ma ho la mia parte di responsabilità e non sono qui per giudicare né offendere né per rinfacciare il passato.

E stato come gli ho detto una volta e non mentivo…la cosa più bella e anche la più devastante che mi sia mai capitata. Non è sua la colpa se il suo amore non è pari al mio, non è colpa sua se io non sono riuscita ad essere ciò che lui voleva sopra ogni altra, non è colpa sua se per me ha significato tanto mentre io così poco, non è colpa sua la mia fragilità e di certo non deve dipendere da lui la mia felicità o il mio futuro.

In qualche modo come mi ha detto una volta tutto ciò che abbiamo vissuto e giuro ne abbiamo passate tante è servito o servirà a temprarmi. Aveva sicuramente ragione e sa di averne.

Futuro.

Che termine complesso, che significato profondo e terrificante.

Oggi bloccata in casa da un mese con la pandemia fuori dalla finestra tutto è sospeso, tutto è immobile quasi irreale e fare progetti, programmi è molto difficile come del resto nascondersi dietro alle mille distrazioni che ogni giorno sono solita andare a ricercare. Il problema rimane. Sono meri paliativi.

Il problema sta proprio qua o parte proprio da qua dalla consapevolezza. Dal desiderio di cambiamento, dell’evoluzione e dall’impossibilità oggettiva di ottenerla. Impossibilità o meglio difficoltà oggettiva. Prendere casa e vivere sola.

Dovrei lasciare un lavoro sicuro ma limitante per uno più remunerativo (ammesso di trovarlo) e fare un salto nel buio.

Sola e in questo caso senza nessun appoggio o incoraggiamento. Ho paura. Il dilemma è avere poco, accontentarsi e vivere nella continua insoddisfazione o rischiara tutto con l’altissima probabilità di ritrovarsi con il culo per terra?

Lui era la mia bolla felice, la mia ora d’aria dalla realtà quindi sì forse era o rimane in qualche modo contorto nella mia mente un’ossessione e forse me ne dovrei vergognare visto che è una cosa del tutto inutile nonché controproducente irrazionale e umiliante sotto tremila punti di vista.

Rifare tutto o quasi tutto. Non si può amare qualcuno più di quanto non si ami se stesso ma se troverò la forza o il coraggio di fare ciò che tanto desidero lo dovrò alla persona che lui ha contribuito a farmi diventare.

Ciò che serve è una marea di coraggio e volontà di agire…un po’ di fortuna non guasterebbe…non so come andrà…io davvero non lo so.

Sono le 5. 39 del mattino forse dovrei andare a dormire…

Realtà

Due anni fa il giorno di Pasqua c’è stato un incidente che in un modo o nell’altro ha cambiato per sempre la mia vita…lo scorso anno ero chiusa in casa per questioni di salute e una buona dose di masochismo! ( sindrome da crocerossina), quest’anno il corona virus!…🙈 … stiamo tutti bene e questo è ciò che conta ma devo ammettere che questa decisamente non è la mia ricorrenza preferita.

Il passato ci rende ciò che siamo e quando bussa alla porta del cuore non può che lasciare un velo di malinconia o vuoto per ciò che era e oggi non è più.

Buona notte

QUARANTENA

Ps. Notare il 🍪

31 giorno di quarantena la mia sanità mentale comincia ufficialmente a vacillare 😅 ( più del solito) per fortuna ci sono le giornate di sole! La situazione nel paese è davvero difficile e la mia Bergamo ancora soffre! E una lotta per la sopravvivenza e per il futuro! Quanta paura per il futuro! Oggi la vita sembra sospesa! In pausa! Nessun progetto…nessun impegno…nessuna aspettativa…tutto è fermo. Tutto è immobile tranne questo dannato virus che ancora non si ferma e ci costringe a nasconderci, difenderci da un nemico invisibile. Ce la faremo! Certo che ce la faremo! Una cosa è certa! Il prezzo pagato e ancora da pagare sarà altissimo e niente tornerà più come prima.

lezioni

In questi mesi ho imparato molto.

Ho imparato come umiliarmi, cadere a terra, strisciare e rialzarmi ogni volta.

Ho imparato che noi dovremmo essere i protagonisti della nostra vita, dovremmo essere la cosa più importante, più cara e preziosa perché la vita è solo una… fugace, terribile, bellissima, preziosa e davvero dovremmo evitare di rendercela un inferno a causa di persone o situazioni che non possono portare a nulla di buono.

Ho capito che nella vita non si deve sempre e solo dare ma anche ricevere, che tutti meritiamo di essere amati, amati davvero, sereni se non felici, rispettati; che l’amore viene da sé e non si deve guadagnare.

Ho capito che è giusto credere in qualcosa e lottare per ciò in cui si crede ma che tutto ha un limite, esiste la sconfitta o più semplicemente la triste realtà, si può sbagliare.

Per niente e nessuno al mondo ci dovremmo fare piccoli piccoli fino a desiderare di sparire; nulla, nessuno vale tanto.

Ho imparato che nessuno è perfetto ma ognuno merita la possibilità di essere accettato, apprezzato e amato esattamente per ciò che è… ho capito che poche sono le persone in grado di farlo e queste sono quelle che ci dobbiamo tenere strette strette.

Ho imparato che le parole non servono a nulla ma sono i fatti quelli che contano e che dalle persone anche quelle più importai non dovremmo mai aspettarci nulla, mai, dare qualcosa per scontato.

Dare senza aspettarsi nulla in cambio è uno schifo ma è l’unico modo per non rimanere di pietra o essere piacevolmente sorpresi, perché si, ogni tanto le persone possono anche sorprendere.

Io non mi arrendo. Io voglio rinascere. Io voglio essere serena, me stessa e pronta per affrontare un nuovo giorno.

Gente

Lavoro in un negozio di ottica all’interno di un centro commerciale. Sono seduta alla scrivania, circondata da due enormi pareti di vetro e guardo la gente passare di fronte a me; famiglie con bambini piccoli, anziani, coppiette che camminano mano nella mano. Una signora curiosa la vetrina e alzando lo sguardo verso di me accenna un sorriso. Mi ritrovo ad immaginare le loro vite, le loro storie, il loro modo di affrontare le giornate, lo shopping, la vita.

Il signore che vende salami nella bancarella di fronte al negozio socializza con mezzo mondo, parla, parla, sorride, gesticola, enfatizza ogni singolo gesto, parola per catturare l’attenzione su di se e i propri prodotti e mi chiedo come lui sia realmente nella vita. Gli piacerà questo lavoro? Sarà un uomo sposato? Felice? Avrà un scopo, una ragione nella sua vita?

E come è la vita di questa commessa seduta alla scrivania ?

Penso, immagino e aspetto…aspetto un cliente, aspetto la fine del turno, aspetto un messaggio, aspetto un cambiamento, aspetto una serata che non so cosa mi riserverà. Mi guardo e sorrido. Sono professionalmente vestita di nero, carnagione chiara, capelli neri, occhi verdissimi e notevolmente stanchi, labbra rosse…vi ricordo qualcuno? La gemella segreta di Morticia Adams vi dice nulla? E allora mi chiedo…cosa penserà la gente di me? Che idea si potrebbe fare?

Si dice che l’uomo sia un animale sociale ed è così ma credo anche che ognuno sia profondamente, intimamente, segretamente solo e per lo più sconosciuto perfino a se stesso. Io non mi conosco. Non mi riconosco più da un bel po’ di tempo ormai. Vivo giorno per giorno, reagisco in base alle mie emozioni e a sentimenti che in tutta franchezza so che non dovrei provare ma contrastare. Vivo, nella speranza di trovare quello che sto cercando…qualsiasi cosa esso sia.

Buona serata.

Non sono mai stata quella giusta.

Non sono mai stata quella giusta.

Perfino il primo giorno di scuola delle medie mi sono ritrovata nella classe sbagliata. Quelli che consideravo i miei nuovi compagni di scuola, entravano, mi guardavano strano, e si mettevano vicino alla finestra a chiacchierare tra loro come se si conoscessero già. Avrei dovuto capirlo da me che si, non erano estranei l’uno all’altro, facevano gruppo, mentre io me ne stavo in silenzio vicino al muro, al primo banco, a leggere un libro, aspettando che magari qualcuno si avvicinasse e mi chiedesse come mi chiamavo o se mi andava di stare con loro. Ovviamente nessuno lo fece. Poi venne una professoressa, mi guardò e mi disse: “Quanti anni hai?” E io risposi che ne avevo 11. “Non devi stare qui, questo non è il tuo posto. Guarda che hai sbagliato aula.” Quel giorno avevo semplicemente sbagliato aula, a volte invece, mi sento di aver sbagliato vita. Di aver sbagliato ad essere come sono. Non sono mai stata quella giusta. Come quella volta che durante la ricezione di una palla, anziché effettuare un bagher e portarla dell’altra parte della rete, feci una schiacciata e la spinsi verso il basso. Nel mio campo. E io ero stata messa in fondo a difesa della squadra. Io. Quel giorno avevo preso una decisione sbagliata e l’allenatore pure. Non era il posto adatto a me quello. In realtà penso di non essere nel posto giusto un sacco di volte al giorno.

Non sono mai stata quella giusta . Come quella volta in cui durante le prove del coro, in quinta elementare, la maestra si accorse che non potevo essere una solista. Sbagliavo i tempi e per quanto impegno ci mettessi, per l’emozione, a causa di tutti quegli occhi puntati su di me, sbagliavo per fino le parole della canzone. E così fui rimessa al mio posto, insieme agli altri e mi chiese anche di abbassare il tono della voce.

Credo sia una costante della mia vita, ho sempre sbagliato qualcosa. I tempi. I luoghi. Le parole. Le scelte. Le persone anche. Non sono mai stata quella giusta per un sacco di motivi. C’è sempre stato qualcosa in me che non andava, difetti fastidiosi, il mio silenzio quando c’era da parlare magari, il mio modo di stare seduta a tavola. “Smettila di essere così” ecco, quest’ultima è la cosa che più mi sento ripetere da anni. Perché come sono? Sbagliata ecco come. E la cosa più sbagliata non è stata farsi dire di esserlo, ma aver creduto di esserlo davvero. Sbagliata poi per chi? Sbagliata per cosa?

Sono sbagliata quando troppo spesso credo di non essere abbastanza. Sono sbagliata quando so farmi influenzare dalla visione distorta di me e comincio a credere che davvero forse sono così. Sono sbagliata quando non credo in me stessa. Sbaglio quando credo di essere un completo disastro e non guardo mai alle cose buone compiute, eppure, ce ne sono. Sono sbagliata quando mi lascio abbattere anziché combattere per ciò che desidero davvero. Sono sbagliata quando penso di essere difettosa e invece non capisco che sono semplicemente diversa ed è questo che mi rende unica. Ed è questo che mi rende speciale per pochi. Io sono così: sbagliata nel mio cuore ricucito per non aver saputo apprezzare la felicità quando mi è capitata tra le mani. E averla rimpianta quando poi me la sono fatta scivolare coma sabbia. Forse un giorno saprò accettarmi con occhi nuovi e dirò finalmente ” Si io lo merito dopo tutto quello che ho passato e me lo vado a prendere a grandi morsi”. Forse un giorno riuscirò a dirmi ” Non sono sbagliata, sono giusta seppur vestita di insicurezze e fragilità.” E all’affermazione di qualcuno che crede di essere migliore, saprò dire che anche io so esserlo. Ma non migliore di qualcun altro, migliore della me che credeva di essere difettosa. Che credeva di dover essere rottamata, Si può. Devo solo imparare a dirlo a gran voce e crederci un po’ di più. E lo farò, ecco, cosa mi prometto oggi. Di accettarmi per come sono, perché posso e devo farlo.

Lo merito.

cit. Martina boselli

Non sono giusta per te perché sei un idiota superficiale con la quale mi rendo conto di aver investito cuore, anima, spirito, tempo, passione, lacrime senza aver mai avuto un reale riscontro e un’emozione autentica. Non mi pento di nulla ma non intendo permettermi di dare peso alle tue ultime parole e sentirmi inadatta. Non lo sono.

Vivo

Come stai?
Chiedo a me stessa.
Vivo.
Mi rispondo.
Mi alzo la mattina mi rendo carina e lavoro…lavoro…lavoro.
Incontro gente è sorrido, parlo, rido, faccio battute stupide e arriva la sera.
Si ma come stai tu? Veramente intendo.
Vivo.
Cosa provi?
Tante cose…
Tipo?
Solitudine,
Stanchezza,
Paura
Ma anche soddisfazione al lavoro…motivazione, ogni tanto…rabbia…
Felicità?
No quella no…
Mai? Vivo rido scherzo ma no…
Non sono felice…i pensieri come i ricordi non mi abbandonano mai.
Non pensare! Ci provo,Vivo. Ma la testa non si ferma, la testa non si spegne.
E il cuore? Pesa.
Pesa? Si…un cuore malato è un cuore pesante ha perso tanti di quei pezzi deve guarire.
Stai facendo qualcosa per lui?
E che devi fare? Vivo e ci provo un casino dopo l’altro.
Ce la fai?
Ho alternative?
Vivo