Vaso

Un vaso di porcellana è caduto e purtroppo è andato in frantumi.
Tenevo molto a quel vaso e vedendo tutti quei cocci per un attimo ho pensato di usare della colla per poterlo ricomporre…bhe, non è andata come speravo.
Io ho provato ad assemblare solo qualche pezzo, i più grandi, quelli che sembravano più semplici ma niente…loro proprio non volevano collaborare.
Di nuovo i cocci sono caduti e si sono rotti ancora di più.
Non si può aggiustare.
Ciò che rimane del vaso è un amaro sapore di rimpianto delusione e sconfitta.
Un vaso tanto bello quanto fragile, instabile, costantemente in precario equilibrio…un giorno è caduto.
La mensola è vuota, imploverata e con l’impronta del vaso come tatuaggio.
Comprarne un altro?
Non avrebbe lo stesso valore affettivo…forse più bello, nuovo, forse…potrei affezzionarmi con il tempo.
Chi lo sa? Di certo non sarebbe lo stesso.

25

Tu non meriti niente.
Non meriti il mio amore incondizionato, non meriti la mia fedeltà forse Fabio non meriteresti nemmeno il mio rispetto.
Ti amo e non va bene, per me.
Tu sei il mio veleno, la mia droga e la mia rovina.
Tu sei la morte del mio cuore la rovina della mia anima e la falsa durezza del mio carattere.
Tu mi hai cambiato tu mi hai portato a questo nero precipizio…Tu mi hai condotto la notte del mio venticinquesimo compleanno a chiedermi perché..
Perché io…Perché devo vivere ancora ma sopratutto cosa devo fare di questa mia vita senza te.
Senza o come non preoccuparmi per te anima fragile.
Ti ucciderei o ti stringerei all’infinito.
Chiedo aiuto all’universo per allontanarmi dal tuo pensiero, ricordo…dal dolore di te…affianco a me.
Del bisogno di te e tuo di me che altro non è che solitudine e disperazione.
Ti odio e ti amo.

Non voglio ma ho bisogno di dimenticarti questo dovrebbe essere il mio regalo.

Regalo che non ci sarà perché tu non so perché sei in me…sempre.

Ho baciato un altro questa sera sai? L’ho fatto perché ha fatto ciò che tanto avrei voluto avessi fatto tu.

Nulla…ci sei solo tu.

Niente ha senso, niente ha importanza, niente….chiedo aiuto…all’universo e a me se ancora esiste un’anima.

Ancora respiro.

Mi manca l’aria.

Quando ci manca l’aria? Quando stiamo sotto sforzo, abbiamo un peso sul petto, proviamo una forte emozione o semplicemente soffriamo d’asma…

E tanto tempo che fatico a respirare… un peso sul petto, sotto sforzo, un groviglio di emozioni negative.

Oggi per la prima volta non so nemmeno io il perché mi sembra di respirare.

Che l’ultima mazzata abbia finalmente dato al mio cuore sgangherato l’impulso di cambiare il suo altalenante ritmo?

Alla mia contorta mente la forza di voltare pagina?

Non so ma oggi respiro e il cuore è meno pesante, pressante, ridondante.

Mi basta questo e con ciò io e il mio sgangherato cuore vi auguriamo una buona notte.

“E poi ti accorgi che tutto quello in cui hai creduto non esiste. ti redi conto di aver proiettato tutto te stesso e tutto il tuo amore in un vuoto cosmico. E quando te ne rendi conto fa un male boia. E come innaffiare fiori che non puoi vedere. E come ballare una musica che non puoi sentire. Ti urla dentro un dolore sordo. Ma poi la furia si placa, lentamente e lascia sparsi in giro detriti di cuore. E arriva la pace.”

Vivo

Come stai?
Chiedo a me stessa.
Vivo.
Mi rispondo.
Mi alzo la mattina mi rendo carina e lavoro…lavoro…lavoro.
Incontro gente è sorrido, parlo, rido, faccio battute stupide e arriva la sera.
Si ma come stai tu? Veramente intendo.
Vivo.
Cosa provi?
Tante cose…
Tipo?
Solitudine,
Stanchezza,
Paura
Ma anche soddisfazione al lavoro…motivazione, ogni tanto…rabbia…
Felicità?
No quella no…
Mai? Vivo rido scherzo ma no…
Non sono felice…i pensieri come i ricordi non mi abbandonano mai.
Non pensare! Ci provo,Vivo. Ma la testa non si ferma, la testa non si spegne.
E il cuore? Pesa.
Pesa? Si…un cuore malato è un cuore pesante ha perso tanti di quei pezzi deve guarire.
Stai facendo qualcosa per lui?
E che devi fare? Vivo e ci provo un casino dopo l’altro.
Ce la fai?
Ho alternative?
Vivo

Oggi, domani, poi, sempre…

Donare il proprio cuore è difficile.

Condividere i propri spazi è difficile.

Svelare se stessi è disarmante…

Imparare una nuova vita è complicato.

Mostrare ciò che non è…impossibile.

 

Ho freddo ma corro, corro forte, io non mollo…devo trovare qual’è il mio limite…quando l’avrò trovato allora saprò.

Ciò che mi chiedo è, un limite c’è?

amore per me

Stavo pensando…

Quando una persona è innamorata?… voglio dire… ok l’attrazione fisica, ok l’affetto ma quando si comprende di essere davvero innamorati di qualcuno?

Io penso…sia un sentimento lento, graduale, complesso.

Un’emozione imprevedibile, mai scontata, mai banale …

Amore non è il colpo di fulmine.

Quella si chiama chimica/ attrazione fisica.

Amore è impegno, verità, fiducia, sacrificio, compresso, accettazione, unione, famiglia.

 

ciò che mi porta ad odiarti mi spinge ad amarti.

Ancora

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salvezza, speranza e sicurezza

In un periodo di grandi cambiamenti di che cosa abbiamo veramente bisogno?

Speranza… che tutto possa andare per il meglio

Sicurezza… soprattutto in se stessi ma secondo me anche nelle nostre radici; l’immensa fortuna di avere alle spalle fondamentali  punti di riferimento pronti a difenderti e supportarti in ogni circostanza.

Salvezza… rifugio sicuro in cui ripararsi nei momenti di tempesta

Negli ultimi giorni mi sono praticamente trasferita a casa del mio ragazzo.

La cosa mi rende felice ma anche tanto tanto nervosa, a tratti insicura.

Non sono certa uno perfetto modello di donna di casa……!

Le difficoltà da affrontare sono talmente tante che la sola idea basta a farmi venire il batticuore e la tremarella alle gambe ma sono decisa, convinta, sicura di quello che voglio; mi manca la mia famiglia,

manca non vedere il mio Toby ogni giorno in ogni momento…temo tutto ciò sia inevitabile.

La mia famiglia è la mia ancora, il mio rifugio, la mia salvezza e il mio sostegno.

Sono tutto.