Cosa è cambiato? Niente, tutto.

Chiudo gli occhi e penso alla mia vita.

C’è una frase che mi risuona nella testa. “ogni giorno sembra sempre uguale non cambia mai nulla, eppure se ci guardiamo indietro ogni cosa è cambiata.”

Non credo sia possibile esprimere a parole quanto sia stato profondo, intenso, bellissimo doloroso terribile ed estenuante il percorso che mi ha portato a diventare la persona che sono oggi; anche perché a questo punto dovrei sapervi dire chi sono e mi dispiace dirlo, purtroppo all’età di 25 anni io ancora non lo so. So chi non voglio essere, so cosa non voglio diventare ma chi sono davvero, non saprei. E terribilmente frustrante dover ammettere di non essere ancora riuscita a trovare il mio posto nel mondo a fare di me la mia casa. Ho trascorso tutta la mia vita in cerca di affetto, approvazione, amore, stima ma più di ogni altra cosa accettazione e sostegno da parte delle persone che mi circondavano. Ad oggi posso dire con estrema certezza che appoggiarsi alle persone è una grandissima fregatura perché se non si hanno solide fondamenta una struttura non può far altro che crollare.

Ho sempre detestato i cambiamenti, mi fanno paura ma se c’è una cosa che ho capito fin troppo bene è che il cambiamento è la vita stessa e non lasciarsi coinvolgere dalla corrente molto spesso significa lasciarsi un po’ morire, non vivere ma sopravvivere.

Io sopravvivo. Non mi piace, lo detesto. Cosa mi impedisce di farlo? Un cuore che non riesce a guarire da ferite inflitte e auto inflitte, un’anima tormentata e un’autostima che è stata ridotta a brandelli ricomposta e distrutta più e più volte.

Mi ripeto che le cose cambieranno e giuro, cambieranno…non lo devo a nessuno solo a me stessa. Merito di più, merito di meglio di una vita a metà.

Gente

Lavoro in un negozio di ottica all’interno di un centro commerciale. Sono seduta alla scrivania, circondata da due enormi pareti di vetro e guardo la gente passare di fronte a me; famiglie con bambini piccoli, anziani, coppiette che camminano mano nella mano. Una signora curiosa la vetrina e alzando lo sguardo verso di me accenna un sorriso. Mi ritrovo ad immaginare le loro vite, le loro storie, il loro modo di affrontare le giornate, lo shopping, la vita.

Il signore che vende salami nella bancarella di fronte al negozio socializza con mezzo mondo, parla, parla, sorride, gesticola, enfatizza ogni singolo gesto, parola per catturare l’attenzione su di se e i propri prodotti e mi chiedo come lui sia realmente nella vita. Gli piacerà questo lavoro? Sarà un uomo sposato? Felice? Avrà un scopo, una ragione nella sua vita?

E come è la vita di questa commessa seduta alla scrivania ?

Penso, immagino e aspetto…aspetto un cliente, aspetto la fine del turno, aspetto un messaggio, aspetto un cambiamento, aspetto una serata che non so cosa mi riserverà. Mi guardo e sorrido. Sono professionalmente vestita di nero, carnagione chiara, capelli neri, occhi verdissimi e notevolmente stanchi, labbra rosse…vi ricordo qualcuno? La gemella segreta di Morticia Adams vi dice nulla? E allora mi chiedo…cosa penserà la gente di me? Che idea si potrebbe fare?

Si dice che l’uomo sia un animale sociale ed è così ma credo anche che ognuno sia profondamente, intimamente, segretamente solo e per lo più sconosciuto perfino a se stesso. Io non mi conosco. Non mi riconosco più da un bel po’ di tempo ormai. Vivo giorno per giorno, reagisco in base alle mie emozioni e a sentimenti che in tutta franchezza so che non dovrei provare ma contrastare. Vivo, nella speranza di trovare quello che sto cercando…qualsiasi cosa esso sia.

Buona serata.

Essere o non essere. Chi sono?

Non sono una Donna perfetta! Non ho gambe chilometriche, uno quarta di reggiseno o un culo sodo come il marmo. Non sono particolarmente atletica, simpatica o spiritosa.

Sono me stessa. Emotiva, sincera, reale; sono una donna che si lega difficilmente ma quando lo fa mette tutta se stessa e se ci credo, lo faccio fino in fondo.

Sono testarda, sensibile, molto molto impulsiva, talvolta masochista. La cosa più difficile se non sbagliata per la mia vita e che faccio davvero molta fatica ad indossare maschere… a mostrare ciò che non sono, non provo, non capisco o non accetto. Dicono di me che sono troppo buona. Troppo disponibile, troppo comprensiva. E la realtà. Nel bene come nel male. Chi non si approfitterebbe di una persona così?

Sto crescendo. Sono davvero uno spirito in movimento in costante evoluzione. Ne ho passate talmente tante negli ultimi due anni! Sono spaventata, stanca e alcune volte mi sento talmente fragile che mi sembra di poter crollare in mille pezzi, eppure non crollo mai. (o almeno non del tutto) Ho scoperto di essere molto più forte di quanto non potessi immaginare; da sola ho affrontato situazioni che difficilmente si possono capire, accettare o perdonare.

E qui mi sorge una domanda spontanea… E più facile perdonare o portare rancore? La verità è che la rabbia, l’odio, le cose brutte che ci sono successe sono così pesanti da portare sulle spalle! Il perdono è doloroso e richiede, Oddio richiede una pazienza enorme, una grande forza di volontà ma quanto può far sentire leggeri?

Non so cosa accadrà domani nella mia vita, non so cosa accadrà nemmeno tra qualche ora a dire la verità. Mi sforzo di andare avanti un passo alla volta e affrontare questa vita senza farmi troppo male, chi lo sa… forse, un giorno di questi, con un po’ di fortuna potrei imbattermi nella serenità? O forse noi dobbiamo lottare per creare la nostra bolla di serenità?

dolore in gabbia

Vi capita mai di pensare che il mondo nella quale viviamo sia troppo complicato per voi?

Che la vita sia troppo difficile da affrontare da soli?

Mi sento così stanca, così sopraffatta da tutto.

Vorrei dormire, addormentarmi e dormire un lunghissimo sonno profondo senza sogni, senza pensieri, senza incubi ma soprattutto senza emozioni di alcun tipo.

Sono sette mesi che lotto contro un mulino a vento, sette mesi che prendo a pugni la vita cercando di andare avanti giorno dopo giorno conducendo una vita che non mi rispecchia…instaurando amicizie che non hanno fatto altro che deludermi, costantemente.

Combinando un casino dietro l’altro.

Obbiettivo? Ritrovare qualcosa che pensavo di aver perso ma che in realtà ho scoperto ieri non essere mai esistito! Allora mi chiedo ma che senso ha lottare?

Per me stessa? Si, io valgo ma da sola… uccide la cattiva compagnia ma anche la solitudine non scherza.

Ho amato un uomo complicato, difficile, instabile in un modo davvero difficile da spiegare… un amore e una devozione totale quanto devastante. Era la mia famiglia, era il mio tutto.

E finita la relazione mesi fa, mi ha distrutto ma quasi nulla a confronto di ciò che ora sto passando.

Ci siamo lasciati ma ogni santa volta che aveva bisogno di me io ero lì, per lui. Non sono mai riuscita a trovare la forza o la volontà per dirgli…arrangiati, allontanati dalla mia vita, io c’ero, nonostante altre donne, nonostante il menefreghismo, la sua costante indecisione, la sua instabilità.

Risultato? Ieri mi sono sentita dire che sono una delle persone più importanti della sua vita ma che non è innamorato di me, forse non mi ha mai amato davvero ma si è solo appoggiato a me in un momento di bisogno. Le possibilità di tornare ad essere una coppia praticamente nulle e che dovrei davvero tirare fuori il carattere necessario per dimenticarlo, lasciarlo andare, smettere di aspettarlo, di amarlo con ogni fibra del mio essere, di essere gelosa ma semplicemente accettarlo come il mio migliore amico, continuare il nostro rapporto solo in modo diverso da un giorno con l’altro.

Non so se mi viene da ridere o da piangere.

Il problema è che veramente lui crede sia possibile, realmente si comporta in questo modo.

Non lo cerco e viene lui da me come se niente fosse, come se stare in mia compagnia e trattarmi da amica fosse la cosa più naturale del mondo mentre tutto ciò che io vorrei sarebbe poterlo stringere forte a me e sentirmi dire cose che non gli passano nemmeno per l’anticamera del cervello. E devastante.

Il problema è che lui è l’unica persona a questo mondo che mi conosce realmente, questo è il problema.

Mi conosce tanto da sapere che sarei la persona giusta ma non la donna della sua vita, da sapere come farmi stare bene, ridere come nessuno mai e buttarmi nel baratro più nero nel giro di pochi secondi.

Ho paura, sono stanca e sopraffatta.

Non riesco a scappare, non riesco a rimare immobile, mi sento in trappola.

Ho 25 anni sono una ragazza carina, intelligente e purtroppo per me buona come il pane lotto con un uomo di quasi 34 anni emotivamente e sentimentalmente rincoglionito… sono consapevole di star buttando via i mie anni migliori con una persona che fondamentalmente non mi merita rifiutando il resto del mondo ma come faccio? Come faccio a spegnere il cuore? Qual’è il limite per il dolore? Per la dignità personale? Per l’amor proprio? Quanto profondamente in basso si può cadere e soffrire per un amore non corrisposto? Io non voglio il suo affetto.

Fa quasi più male dell’indifferenza.

Un passo per volta verso il futuro

Ci sono momenti nella vita che arrivano, arrivano e basta.

Non li aspetti, non te li aspetti semplicemente ti ritrovi a viverli e altro non puoi fare che andare avanti, sempre avanti ascoltando solo ciò che il cuore ti sussurra.

L’amore è accettazione,compromesso, fatica, impegno ma è anche forza, unione, lealtà, fiducia e passione.

Il mio migliore amico tempo fa  è diventato il mio amante e poi il mio fidanzato ad oggi lui è il mio migliore amico, il mio amante, il mio fidanzato, il mio COMPAGNO.

Lui è la persona difficile complicata a tratti “danneggiata” che mi fa disperare ma anche quella che mi fa morire dalle risate e mi da la forza di spostare una montagna…

I mesi passati sono stati molto difficili…l’incidente ancora è un ricordo vivo nelle nostre giornate ha creato danni che ancora devono essere sanati e complicazioni a non finire…Fabio ancora dovrà essere operato.

A distanza di mesi ancora non è tornato al lavoro e il dolore è costante ma andiamo avanti…pensiamo a domani, pensiamo a noi a un futuro, ad una spalla sana e a tanti progetti che ancora dobbiamo realizzare.

Un passo per volta incontro al futuro, il nostro futuro.

2018-06-23 21.56.24

 

Vista aereoporto

Ho una vetrata di fronte a me.

Vedo aerei che atterrano e decolanno avvolti nella nebbia…

Li guardo da lontano mentre bevo un caffè; l’unico pensiero…voglio essere su quell’aero, voglio partire per respirare un po’ di aria nuova, trovare una nuova prospettiva, nuove energie.

Ho dovuto compiere scelte importanti in questo periodo, scelte discutibili ma necessarie per poter essere in pace con la mia coscienza.

Ogni scelta inevitabilmente porta a delle conseguenze…

So che ora ho bisogno di leggerezza… smettere di farmi carico di problemi altrui, pensare a me stessa e godermi un po’ questa vita… è così corta, così dannatamente imprevedibile…!

😊 detto ciò me ne vado al lavoro… Buona serata

Cosa posso fare?

Mi trovo su un precipizio altissimo… ho le vertigini, la nausea, male allo stomaco, crampi e una tale paura che mi fa attorcigliare le budella e tremare le gambe.

Sto davvero malissimo e non so come fare perché non posso piangere ( non riesco) e decisamente non posso crollare visto che è in questi giorni che il mio futuro lavorativo si sta concretizzando.

Come vorrei saltare quel precipizio… un attimo di coraggio, pura follia e poi il vuoto… silenzio, pace, forse…la fine di ogni dolore.

Io ci sto provando lo giuro…! Ogni giorno mi alzo armata di buoni propositi, faccio del mio meglio per essere all’altezza di ciò che gli altri si aspettano da me, mi rendo carina e cerco di essere sempre educata, gentile con tutti ma tutto questo a cosa porta? Tutto questo a cosa mi ha portato se non a continue delusioni, rifiuti, mancanze, sofferenza, cuore spezzato e solitudine?

Una storia di mesi travagliata, difficile nella quale sono sempre e solo stata usata e dove i miei sentimenti sono stati dapprima ignorati e poi snobbati senza tante riserve…

Poi… la luce… un salvagente provvidenziale… un spiraglio di speranza e pura felicità! Svanita…in uno schiocco di dita, da un momento con l’altro e senza rispetto, senza giustificazione, motivazione alcuna…tante parole, tante illusioni… tutto svanito.

umiliazione – rifiuto – inadeguatezza tutto condito con gelo indifferenza e incoerenza.

Ho paura, sono terrorizzata. Ho paura di essere io il problema, ho paura di essere sola, ho paura e sto davvero ma davvero male.

Tra le altre cose domani parto per un viaggio di lavoro di due settimane a Verona… sola in ogni senso…lontana da tutto…

che cosa devo fare? cosa posso fare?