QUARANTENA

Ps. Notare il 🍪

31 giorno di quarantena la mia sanità mentale comincia ufficialmente a vacillare 😅 ( più del solito) per fortuna ci sono le giornate di sole! La situazione nel paese è davvero difficile e la mia Bergamo ancora soffre! E una lotta per la sopravvivenza e per il futuro! Quanta paura per il futuro! Oggi la vita sembra sospesa! In pausa! Nessun progetto…nessun impegno…nessuna aspettativa…tutto è fermo. Tutto è immobile tranne questo dannato virus che ancora non si ferma e ci costringe a nasconderci, difenderci da un nemico invisibile. Ce la faremo! Certo che ce la faremo! Una cosa è certa! Il prezzo pagato e ancora da pagare sarà altissimo e niente tornerà più come prima.

Quarantena

Questa quarantena, questa GUERRA, questo incubo è CAMBIAMENTO.

Come lo vogliamo interpretare dipende solo da noi.

E la difficoltà che ci porta a capire prima chi e cosa è importante nella nostra vita e poi purtroppo o per fortuna per chi lo siamo noi.

Penso la cosa più terribile e dolorosa che tutti prima o dopo dobbiamo affrontare nella vita è la perdita.

LASCIARE ANDARE.

Affetti, amori, emozioni, momenti.

E la nostra reazione a questo che forma il nostro carattere e di conseguenza determina il nostro futuro.

Io ammetto di essere un autentico disastro in questo… non so lasciare andare…mi aggrappo con tutte le forze, lotto, stringo i denti con estrema ostinazione tanto da risultare quasi masochista e poi… accade.

UN INCUBO, UNA GUERRA, UNA QUARANTENA, PAURA, MORTE, ISOLAMENTO, UNA CITTA IN GINOCCHIO ed è qui, così, nel momento più buio che non puoi fare a meno di aprire gli occhi! Decidi che TU non puoi permetterti di crollare! TU per te e per chi ti ama supererai anche questa e finito l’incubo TU riuscirai ad amarti tanto da dare valore e amore alla tua vita, a chi merita amore a ciò che da un senso e accende una luce e forse finalmente a lasciare alle spalle ciò la luce la spegne.

Abbiamo una vita sola mai come in questo momento ci dovrebbe essere chiaro ed è breve, difficile e fa paura e forse dovremmo davvero impegnarci di più per far si di avere una vita degna di essere vissuta.

Ritorneremo a vivere. Bergamo tornerà a vivere.

Torneremo più forti e determinati di prima.

Gente

Lavoro in un negozio di ottica all’interno di un centro commerciale. Sono seduta alla scrivania, circondata da due enormi pareti di vetro e guardo la gente passare di fronte a me; famiglie con bambini piccoli, anziani, coppiette che camminano mano nella mano. Una signora curiosa la vetrina e alzando lo sguardo verso di me accenna un sorriso. Mi ritrovo ad immaginare le loro vite, le loro storie, il loro modo di affrontare le giornate, lo shopping, la vita.

Il signore che vende salami nella bancarella di fronte al negozio socializza con mezzo mondo, parla, parla, sorride, gesticola, enfatizza ogni singolo gesto, parola per catturare l’attenzione su di se e i propri prodotti e mi chiedo come lui sia realmente nella vita. Gli piacerà questo lavoro? Sarà un uomo sposato? Felice? Avrà un scopo, una ragione nella sua vita?

E come è la vita di questa commessa seduta alla scrivania ?

Penso, immagino e aspetto…aspetto un cliente, aspetto la fine del turno, aspetto un messaggio, aspetto un cambiamento, aspetto una serata che non so cosa mi riserverà. Mi guardo e sorrido. Sono professionalmente vestita di nero, carnagione chiara, capelli neri, occhi verdissimi e notevolmente stanchi, labbra rosse…vi ricordo qualcuno? La gemella segreta di Morticia Adams vi dice nulla? E allora mi chiedo…cosa penserà la gente di me? Che idea si potrebbe fare?

Si dice che l’uomo sia un animale sociale ed è così ma credo anche che ognuno sia profondamente, intimamente, segretamente solo e per lo più sconosciuto perfino a se stesso. Io non mi conosco. Non mi riconosco più da un bel po’ di tempo ormai. Vivo giorno per giorno, reagisco in base alle mie emozioni e a sentimenti che in tutta franchezza so che non dovrei provare ma contrastare. Vivo, nella speranza di trovare quello che sto cercando…qualsiasi cosa esso sia.

Buona serata.

Un libro non è carta ma molto, molto di più…ci racconta una storia…

Se si giudica un libro dalla copertina, si potrebbe perdere una storia bellissima.

Due birre medie grazie… ( io odio la birra) così ha avuto inizio la mia serata di ieri.

Io non ho un gruppo di amici, io ho amici; diversi, diversissimi tra loro, ognuno con una propria particolare vena di follia.

Fabio è una delle persone più singolari che io conosca, per intenderci…

Un libro usurato dal tempo e dall’uso, sfruttato, maltrattato e con una copertina priva di immagini d’impatto, un libro al quale la maggioranza di noi non si soffermerebbe mai nel dare una seconda occhiata…eppure… credetemi, così facendo ci perderemmo il piacere di sfogliare un’ opera allegra, irriverente, sarcastica ma allo stesso tempo vera e autentica in grado di trasmettere una morale del tutto inaspettata.

Immaginate… un bar per motociclisti, un bancone, due birre medie, una barista più divertita che confusa e due fratelli uguali esattamente come il giorno e la notte.

( I fratellini saremmo noi, ci siamo trovati in questo pub pieno zeppo di coppiette e per evitare ogni imbarazzo abbiamo deciso di attuare questo piccolo escamotage.)

Credetemi quando vi dico che il momento in cui la barista con assoluta convinzione  ha affermato che io e “mio fratello” avessimo lo stesso naso è stato veramente esilarante.

Ed è così che tra una birra, una risata, una battuta più o meno sarcastica e un gin lemon (perdonate la mia ignoranza non ho idea della tipologia di gin usata) ho scoperto di avere un improbabile fratello maggiore con il mio stesso naso, una vena di follia particolarmente accentuata, due vite diverse e due caratteri più simili di quanto non ci si possa immaginare; un bellissimo libro con una copertina un po’ sgualcita.

un vero amico.

 

 

non è amore, non è odio, è un ricordo che vive in me.

Sei in ritardo.

Odio le persone che arrivano in ritardo, odio te che arrivi in ritardo e mi lasci qui come una stupida, vestita, truccata in attesa di te…

Da lontano ti vedo arrivare, impossibile non notarti ma quanto sei alto? Non mi vedi… Troppo impegnato a mandarmi un audio con quel maledetto affare che tu chiami telefono.

Io voglio parlare con te, non ascoltare un audio, voglio vederti, non voglio fotografie, voglio sapere quello che fai o provi e non visualizzare storie in instagram.

Mi vedi e sorridendo ti avvicini, mi fai quasi tenerezza, sembri imbarazzato.

E passato del tempo dall’ultima volta.

Vorrei abbracciarti, toccarti, non ce la faccio; non ancora…dal mio metro e sessanta alzo lo sguardo per cercare il tuo, sorrido.

Un sorriso vero, un sorriso raro, un sorriso ormai spento.

 

Ho odiato e amato il nostro ultimo incontro, mille altre volte lo ripeterei.

Nessun rimpianto, nessun rimorso solo la tua mancanza ed una velata malinconia per ciò che poteva essere e non è stato.

Vorrei odiarti perché mi hai ferito più profondamente di quanto tu possa pensare, più profondamente, di quanto io sia disposta ad ammettere perfino con me stessa ma non posso.

Non posso odiare te più di quanto io non possa odiare me stessa, ciò che mi hai fatto provare, la persona che mi hai fatta diventare.

Non è amore, non è odio è un ricordo che vive in me.