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dolore in gabbia

Vi capita mai di pensare che il mondo nella quale viviamo sia troppo complicato per voi?

Che la vita sia troppo difficile da affrontare da soli?

Mi sento così stanca, così sopraffatta da tutto.

Vorrei dormire, addormentarmi e dormire un lunghissimo sonno profondo senza sogni, senza pensieri, senza incubi ma soprattutto senza emozioni di alcun tipo.

Sono sette mesi che lotto contro un mulino a vento, sette mesi che prendo a pugni la vita cercando di andare avanti giorno dopo giorno conducendo una vita che non mi rispecchia…instaurando amicizie che non hanno fatto altro che deludermi, costantemente.

Combinando un casino dietro l’altro.

Obbiettivo? Ritrovare qualcosa che pensavo di aver perso ma che in realtà ho scoperto ieri non essere mai esistito! Allora mi chiedo ma che senso ha lottare?

Per me stessa? Si, io valgo ma da sola… uccide la cattiva compagnia ma anche la solitudine non scherza.

Ho amato un uomo complicato, difficile, instabile in un modo davvero difficile da spiegare… un amore e una devozione totale quanto devastante. Era la mia famiglia, era il mio tutto.

E finita la relazione mesi fa, mi ha distrutto ma quasi nulla a confronto di ciò che ora sto passando.

Ci siamo lasciati ma ogni santa volta che aveva bisogno di me io ero lì, per lui. Non sono mai riuscita a trovare la forza o la volontà per dirgli…arrangiati, allontanati dalla mia vita, io c’ero, nonostante altre donne, nonostante il menefreghismo, la sua costante indecisione, la sua instabilità.

Risultato? Ieri mi sono sentita dire che sono una delle persone più importanti della sua vita ma che non è innamorato di me, forse non mi ha mai amato davvero ma si è solo appoggiato a me in un momento di bisogno. Le possibilità di tornare ad essere una coppia praticamente nulle e che dovrei davvero tirare fuori il carattere necessario per dimenticarlo, lasciarlo andare, smettere di aspettarlo, di amarlo con ogni fibra del mio essere, di essere gelosa ma semplicemente accettarlo come il mio migliore amico, continuare il nostro rapporto solo in modo diverso da un giorno con l’altro.

Non so se mi viene da ridere o da piangere.

Il problema è che veramente lui crede sia possibile, realmente si comporta in questo modo.

Non lo cerco e viene lui da me come se niente fosse, come se stare in mia compagnia e trattarmi da amica fosse la cosa più naturale del mondo mentre tutto ciò che io vorrei sarebbe poterlo stringere forte a me e sentirmi dire cose che non gli passano nemmeno per l’anticamera del cervello. E devastante.

Il problema è che lui è l’unica persona a questo mondo che mi conosce realmente, questo è il problema.

Mi conosce tanto da sapere che sarei la persona giusta ma non la donna della sua vita, da sapere come farmi stare bene, ridere come nessuno mai e buttarmi nel baratro più nero nel giro di pochi secondi.

Ho paura, sono stanca e sopraffatta.

Non riesco a scappare, non riesco a rimare immobile, mi sento in trappola.

Ho 25 anni sono una ragazza carina, intelligente e purtroppo per me buona come il pane lotto con un uomo di quasi 34 anni emotivamente e sentimentalmente rincoglionito… sono consapevole di star buttando via i mie anni migliori con una persona che fondamentalmente non mi merita rifiutando il resto del mondo ma come faccio? Come faccio a spegnere il cuore? Qual’è il limite per il dolore? Per la dignità personale? Per l’amor proprio? Quanto profondamente in basso si può cadere e soffrire per un amore non corrisposto? Io non voglio il suo affetto.

Fa quasi più male dell’indifferenza.

14 thoughts on “dolore in gabbia

    • Il problema più grande è che non c’è proprio nulla che io possa fare.
      Non posso più lottare ho dato tutto ciò che potevo.
      Cancellarlo è impossibile frequentiamo la stessa zona, più o meno le stesse persone e comunque non ha intenzione di lasciarmi andare.
      Ho paura e sono esausta di stare male, di essere in ansia di farmi piccola piccola e sentire ogni volta il cuore andare in frantumi.

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  1. Ciao. Ho letto il tuo articolo, e se me lo concedi, vorrei dire una cosa.. Mi dispiace molto per il tuo dolore. Ho provato qualcosa di simile anni fa, ed è durato per anni. Ma è proprio in momenti come questi che inizi a pensare, a riflettere tanto. Ed io, ad un certo punto, immobile davanti allo specchio con gli occhi vuoti , ho iniziato a realizzare una cosa… Come è possibile vivere una vita che non siamo capaci di sopportare? La risposta era proprio davanti a me. Siamo molto più di ciò che crediamo. Veniamo al mondo senza manuale di istruzioni, ma con un bagaglio di capacità interiori davvero incredibili. Siamo vivi, siamo energia.. e se è vero che l’energia non si può creare, non si può distruggere, ma può trasformarsi, trasformiamo il dolore. Trasformiamo il male che riceviamo… Sei forte. A volte bisogna scendere nel baratro interiore , per fare luce dentro, ed estirpare vecchie radici profonde. Dobbiamo farlo tutti, prima o poi. Rinascerai! Sarai più saggia. E, un giorno, apprezzerai anche questa cicatrice, perché ti ha forgiato. Un abbraccio.

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