Ho un sogno.

Io ho un sogno. Un grande sogno composto da tanti piccoli sogni.
Io vorrei incontrare una persona capace di farmi provare un brivido.
Vorrei andarci a letto senza promesse o pretese ma con la certezza assoluta di essere desiderata e che il telefono non mancherà di squillare il giorno dopo.
Vorrei essere desiderata, corteggiata, amata e voluta esattamente per la persona che sono…vorrei essere in grado di amare e con amore intendo trovare il coraggio di aprirmi di nuovo con qualcuno, dare fiducia e avere la forza, la capacità non solo di dare ma di ricevere amore. Il coraggio di crederci, di darmi un vera possibilità.
Vorrei vivere una storia…basata sulla fiducia, passione e stima reciproca senza drammi teatrali, umiliazioni e dolore. Vorrei costruirmi una vita con una persona sapendo di poter condividere tutto ciò che sono e rappresento senza mai sentirmi sbagliata o di troppo. Vorrei dare un senso alla mia esistenza creando una famiglia…dando amore e finalmente colmando tutta la solitudine che ogni santo giorno mi porto nel cuore.
Vorrei trovare una persona non in grado di cancellare i miei problemi ma tanto folle e coraggiosa da voler provare a risolverli insieme a me perché si è vero che dobbiamo stare bene noi prima di stare con qualcuno ma è altrettanto vero che da solo e tremendamente difficile e io…sola non ce la faccio più.
Ho bisogno di una svolta, ho bisogno di essere e di sentirmi amata. Per una volta vorrei poter essere fragile sentendomi protetta e al sicuro anziché in mezzo a una bufera. Probabilmente e un’utopia e nemmeno io ci credo in fondo ormai il cinismo e radicato ma un velo di speranza lo devo mantenere. È forse una delle poche cose che ancora mi fa andare avanti.

lezioni

In questi mesi ho imparato molto.

Ho imparato come umiliarmi, cadere a terra, strisciare e rialzarmi ogni volta.

Ho imparato che noi dovremmo essere i protagonisti della nostra vita, dovremmo essere la cosa più importante, più cara e preziosa perché la vita è solo una… fugace, terribile, bellissima, preziosa e davvero dovremmo evitare di rendercela un inferno a causa di persone o situazioni che non possono portare a nulla di buono.

Ho capito che nella vita non si deve sempre e solo dare ma anche ricevere, che tutti meritiamo di essere amati, amati davvero, sereni se non felici, rispettati; che l’amore viene da sé e non si deve guadagnare.

Ho capito che è giusto credere in qualcosa e lottare per ciò in cui si crede ma che tutto ha un limite, esiste la sconfitta o più semplicemente la triste realtà, si può sbagliare.

Per niente e nessuno al mondo ci dovremmo fare piccoli piccoli fino a desiderare di sparire; nulla, nessuno vale tanto.

Ho imparato che nessuno è perfetto ma ognuno merita la possibilità di essere accettato, apprezzato e amato esattamente per ciò che è… ho capito che poche sono le persone in grado di farlo e queste sono quelle che ci dobbiamo tenere strette strette.

Ho imparato che le parole non servono a nulla ma sono i fatti quelli che contano e che dalle persone anche quelle più importai non dovremmo mai aspettarci nulla, mai, dare qualcosa per scontato.

Dare senza aspettarsi nulla in cambio è uno schifo ma è l’unico modo per non rimanere di pietra o essere piacevolmente sorpresi, perché si, ogni tanto le persone possono anche sorprendere.

Io non mi arrendo. Io voglio rinascere. Io voglio essere serena, me stessa e pronta per affrontare un nuovo giorno.

Gente

Lavoro in un negozio di ottica all’interno di un centro commerciale. Sono seduta alla scrivania, circondata da due enormi pareti di vetro e guardo la gente passare di fronte a me; famiglie con bambini piccoli, anziani, coppiette che camminano mano nella mano. Una signora curiosa la vetrina e alzando lo sguardo verso di me accenna un sorriso. Mi ritrovo ad immaginare le loro vite, le loro storie, il loro modo di affrontare le giornate, lo shopping, la vita.

Il signore che vende salami nella bancarella di fronte al negozio socializza con mezzo mondo, parla, parla, sorride, gesticola, enfatizza ogni singolo gesto, parola per catturare l’attenzione su di se e i propri prodotti e mi chiedo come lui sia realmente nella vita. Gli piacerà questo lavoro? Sarà un uomo sposato? Felice? Avrà un scopo, una ragione nella sua vita?

E come è la vita di questa commessa seduta alla scrivania ?

Penso, immagino e aspetto…aspetto un cliente, aspetto la fine del turno, aspetto un messaggio, aspetto un cambiamento, aspetto una serata che non so cosa mi riserverà. Mi guardo e sorrido. Sono professionalmente vestita di nero, carnagione chiara, capelli neri, occhi verdissimi e notevolmente stanchi, labbra rosse…vi ricordo qualcuno? La gemella segreta di Morticia Adams vi dice nulla? E allora mi chiedo…cosa penserà la gente di me? Che idea si potrebbe fare?

Si dice che l’uomo sia un animale sociale ed è così ma credo anche che ognuno sia profondamente, intimamente, segretamente solo e per lo più sconosciuto perfino a se stesso. Io non mi conosco. Non mi riconosco più da un bel po’ di tempo ormai. Vivo giorno per giorno, reagisco in base alle mie emozioni e a sentimenti che in tutta franchezza so che non dovrei provare ma contrastare. Vivo, nella speranza di trovare quello che sto cercando…qualsiasi cosa esso sia.

Buona serata.

Essere o non essere. Chi sono?

Non sono una Donna perfetta! Non ho gambe chilometriche, uno quarta di reggiseno o un culo sodo come il marmo. Non sono particolarmente atletica, simpatica o spiritosa.

Sono me stessa. Emotiva, sincera, reale; sono una donna che si lega difficilmente ma quando lo fa mette tutta se stessa e se ci credo, lo faccio fino in fondo.

Sono testarda, sensibile, molto molto impulsiva, talvolta masochista. La cosa più difficile se non sbagliata per la mia vita e che faccio davvero molta fatica ad indossare maschere… a mostrare ciò che non sono, non provo, non capisco o non accetto. Dicono di me che sono troppo buona. Troppo disponibile, troppo comprensiva. E la realtà. Nel bene come nel male. Chi non si approfitterebbe di una persona così?

Sto crescendo. Sono davvero uno spirito in movimento in costante evoluzione. Ne ho passate talmente tante negli ultimi due anni! Sono spaventata, stanca e alcune volte mi sento talmente fragile che mi sembra di poter crollare in mille pezzi, eppure non crollo mai. (o almeno non del tutto) Ho scoperto di essere molto più forte di quanto non potessi immaginare; da sola ho affrontato situazioni che difficilmente si possono capire, accettare o perdonare.

E qui mi sorge una domanda spontanea… E più facile perdonare o portare rancore? La verità è che la rabbia, l’odio, le cose brutte che ci sono successe sono così pesanti da portare sulle spalle! Il perdono è doloroso e richiede, Oddio richiede una pazienza enorme, una grande forza di volontà ma quanto può far sentire leggeri?

Non so cosa accadrà domani nella mia vita, non so cosa accadrà nemmeno tra qualche ora a dire la verità. Mi sforzo di andare avanti un passo alla volta e affrontare questa vita senza farmi troppo male, chi lo sa… forse, un giorno di questi, con un po’ di fortuna potrei imbattermi nella serenità? O forse noi dobbiamo lottare per creare la nostra bolla di serenità?

Non sono mai stata quella giusta.

Non sono mai stata quella giusta.

Perfino il primo giorno di scuola delle medie mi sono ritrovata nella classe sbagliata. Quelli che consideravo i miei nuovi compagni di scuola, entravano, mi guardavano strano, e si mettevano vicino alla finestra a chiacchierare tra loro come se si conoscessero già. Avrei dovuto capirlo da me che si, non erano estranei l’uno all’altro, facevano gruppo, mentre io me ne stavo in silenzio vicino al muro, al primo banco, a leggere un libro, aspettando che magari qualcuno si avvicinasse e mi chiedesse come mi chiamavo o se mi andava di stare con loro. Ovviamente nessuno lo fece. Poi venne una professoressa, mi guardò e mi disse: “Quanti anni hai?” E io risposi che ne avevo 11. “Non devi stare qui, questo non è il tuo posto. Guarda che hai sbagliato aula.” Quel giorno avevo semplicemente sbagliato aula, a volte invece, mi sento di aver sbagliato vita. Di aver sbagliato ad essere come sono. Non sono mai stata quella giusta. Come quella volta che durante la ricezione di una palla, anziché effettuare un bagher e portarla dell’altra parte della rete, feci una schiacciata e la spinsi verso il basso. Nel mio campo. E io ero stata messa in fondo a difesa della squadra. Io. Quel giorno avevo preso una decisione sbagliata e l’allenatore pure. Non era il posto adatto a me quello. In realtà penso di non essere nel posto giusto un sacco di volte al giorno.

Non sono mai stata quella giusta . Come quella volta in cui durante le prove del coro, in quinta elementare, la maestra si accorse che non potevo essere una solista. Sbagliavo i tempi e per quanto impegno ci mettessi, per l’emozione, a causa di tutti quegli occhi puntati su di me, sbagliavo per fino le parole della canzone. E così fui rimessa al mio posto, insieme agli altri e mi chiese anche di abbassare il tono della voce.

Credo sia una costante della mia vita, ho sempre sbagliato qualcosa. I tempi. I luoghi. Le parole. Le scelte. Le persone anche. Non sono mai stata quella giusta per un sacco di motivi. C’è sempre stato qualcosa in me che non andava, difetti fastidiosi, il mio silenzio quando c’era da parlare magari, il mio modo di stare seduta a tavola. “Smettila di essere così” ecco, quest’ultima è la cosa che più mi sento ripetere da anni. Perché come sono? Sbagliata ecco come. E la cosa più sbagliata non è stata farsi dire di esserlo, ma aver creduto di esserlo davvero. Sbagliata poi per chi? Sbagliata per cosa?

Sono sbagliata quando troppo spesso credo di non essere abbastanza. Sono sbagliata quando so farmi influenzare dalla visione distorta di me e comincio a credere che davvero forse sono così. Sono sbagliata quando non credo in me stessa. Sbaglio quando credo di essere un completo disastro e non guardo mai alle cose buone compiute, eppure, ce ne sono. Sono sbagliata quando mi lascio abbattere anziché combattere per ciò che desidero davvero. Sono sbagliata quando penso di essere difettosa e invece non capisco che sono semplicemente diversa ed è questo che mi rende unica. Ed è questo che mi rende speciale per pochi. Io sono così: sbagliata nel mio cuore ricucito per non aver saputo apprezzare la felicità quando mi è capitata tra le mani. E averla rimpianta quando poi me la sono fatta scivolare coma sabbia. Forse un giorno saprò accettarmi con occhi nuovi e dirò finalmente ” Si io lo merito dopo tutto quello che ho passato e me lo vado a prendere a grandi morsi”. Forse un giorno riuscirò a dirmi ” Non sono sbagliata, sono giusta seppur vestita di insicurezze e fragilità.” E all’affermazione di qualcuno che crede di essere migliore, saprò dire che anche io so esserlo. Ma non migliore di qualcun altro, migliore della me che credeva di essere difettosa. Che credeva di dover essere rottamata, Si può. Devo solo imparare a dirlo a gran voce e crederci un po’ di più. E lo farò, ecco, cosa mi prometto oggi. Di accettarmi per come sono, perché posso e devo farlo.

Lo merito.

cit. Martina boselli

Non sono giusta per te perché sei un idiota superficiale con la quale mi rendo conto di aver investito cuore, anima, spirito, tempo, passione, lacrime senza aver mai avuto un reale riscontro e un’emozione autentica. Non mi pento di nulla ma non intendo permettermi di dare peso alle tue ultime parole e sentirmi inadatta. Non lo sono.

dolore in gabbia

Vi capita mai di pensare che il mondo nella quale viviamo sia troppo complicato per voi?

Che la vita sia troppo difficile da affrontare da soli?

Mi sento così stanca, così sopraffatta da tutto.

Vorrei dormire, addormentarmi e dormire un lunghissimo sonno profondo senza sogni, senza pensieri, senza incubi ma soprattutto senza emozioni di alcun tipo.

Sono sette mesi che lotto contro un mulino a vento, sette mesi che prendo a pugni la vita cercando di andare avanti giorno dopo giorno conducendo una vita che non mi rispecchia…instaurando amicizie che non hanno fatto altro che deludermi, costantemente.

Combinando un casino dietro l’altro.

Obbiettivo? Ritrovare qualcosa che pensavo di aver perso ma che in realtà ho scoperto ieri non essere mai esistito! Allora mi chiedo ma che senso ha lottare?

Per me stessa? Si, io valgo ma da sola… uccide la cattiva compagnia ma anche la solitudine non scherza.

Ho amato un uomo complicato, difficile, instabile in un modo davvero difficile da spiegare… un amore e una devozione totale quanto devastante. Era la mia famiglia, era il mio tutto.

E finita la relazione mesi fa, mi ha distrutto ma quasi nulla a confronto di ciò che ora sto passando.

Ci siamo lasciati ma ogni santa volta che aveva bisogno di me io ero lì, per lui. Non sono mai riuscita a trovare la forza o la volontà per dirgli…arrangiati, allontanati dalla mia vita, io c’ero, nonostante altre donne, nonostante il menefreghismo, la sua costante indecisione, la sua instabilità.

Risultato? Ieri mi sono sentita dire che sono una delle persone più importanti della sua vita ma che non è innamorato di me, forse non mi ha mai amato davvero ma si è solo appoggiato a me in un momento di bisogno. Le possibilità di tornare ad essere una coppia praticamente nulle e che dovrei davvero tirare fuori il carattere necessario per dimenticarlo, lasciarlo andare, smettere di aspettarlo, di amarlo con ogni fibra del mio essere, di essere gelosa ma semplicemente accettarlo come il mio migliore amico, continuare il nostro rapporto solo in modo diverso da un giorno con l’altro.

Non so se mi viene da ridere o da piangere.

Il problema è che veramente lui crede sia possibile, realmente si comporta in questo modo.

Non lo cerco e viene lui da me come se niente fosse, come se stare in mia compagnia e trattarmi da amica fosse la cosa più naturale del mondo mentre tutto ciò che io vorrei sarebbe poterlo stringere forte a me e sentirmi dire cose che non gli passano nemmeno per l’anticamera del cervello. E devastante.

Il problema è che lui è l’unica persona a questo mondo che mi conosce realmente, questo è il problema.

Mi conosce tanto da sapere che sarei la persona giusta ma non la donna della sua vita, da sapere come farmi stare bene, ridere come nessuno mai e buttarmi nel baratro più nero nel giro di pochi secondi.

Ho paura, sono stanca e sopraffatta.

Non riesco a scappare, non riesco a rimare immobile, mi sento in trappola.

Ho 25 anni sono una ragazza carina, intelligente e purtroppo per me buona come il pane lotto con un uomo di quasi 34 anni emotivamente e sentimentalmente rincoglionito… sono consapevole di star buttando via i mie anni migliori con una persona che fondamentalmente non mi merita rifiutando il resto del mondo ma come faccio? Come faccio a spegnere il cuore? Qual’è il limite per il dolore? Per la dignità personale? Per l’amor proprio? Quanto profondamente in basso si può cadere e soffrire per un amore non corrisposto? Io non voglio il suo affetto.

Fa quasi più male dell’indifferenza.

Vivo

Come stai?
Chiedo a me stessa.
Vivo.
Mi rispondo.
Mi alzo la mattina mi rendo carina e lavoro…lavoro…lavoro.
Incontro gente è sorrido, parlo, rido, faccio battute stupide e arriva la sera.
Si ma come stai tu? Veramente intendo.
Vivo.
Cosa provi?
Tante cose…
Tipo?
Solitudine,
Stanchezza,
Paura
Ma anche soddisfazione al lavoro…motivazione, ogni tanto…rabbia…
Felicità?
No quella no…
Mai? Vivo rido scherzo ma no…
Non sono felice…i pensieri come i ricordi non mi abbandonano mai.
Non pensare! Ci provo,Vivo. Ma la testa non si ferma, la testa non si spegne.
E il cuore? Pesa.
Pesa? Si…un cuore malato è un cuore pesante ha perso tanti di quei pezzi deve guarire.
Stai facendo qualcosa per lui?
E che devi fare? Vivo e ci provo un casino dopo l’altro.
Ce la fai?
Ho alternative?
Vivo